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Camminare per le strade deserte ai tempi del Covid 19 è un po’ come essere protagonisti di un film di fantascienza, uomo. Le saracinesche abbassate, le luci spente all’interno dei negozi, non è solo lo schiamazzo dei ragazzi per la strada, il vociare dei passanti, lo squillare di un cellulare, la presenza dei tuoi simili insomma che ti manca, ma è il rumore delle auto e del lavoro delle tue attività sostituito da un silenzio anomalo e strano che ha ammantato i tuoi paesi e le tue città. Il rintocco delle campane pare più forte nella silenziosità che ti avvolge e nei parchi il cinguettio degli uccelli è l’unica cosa che ti riporta alla vita. Per un attimo dimentichi di essere nella città che hai costruito e immagini di vivere in un’altra epoca, in un altro spazio fino a quando l’incontro casuale con un altro tuo simile che indossa una mascherina sul volto, ti riporta bruscamente alla realtà, specialmente quando, passandogli accanto, lui si sposta per evitare ogni contatto con te e ti ricorda che il tuo nemico, il virus, ha aumentato le distanze sociali e ti ha portato a considerare l’altro come un potenziale pericolo. E chi l’avrebbe mai detto che le generazioni contemporanee di quest’epoca si sarebbero trovate a fare i conti con un microscopico virus dalle origini ancora non del tutto chiare, ma che pare essere partito da un wet market cinese uno di quei mercati che come molti altri luoghi nel mondo, rappresentano per gli altri animali l’inferno sulla terra, dove ammassati nelle gabbie aspettano impotenti di essere uccisi e il loro sangue si mescola alle loro viscere e al sudore dei mercanti. Un microscopico virus che, pur credendoti un dio, non sei riuscito a fermare e che in pochissimo tempo, grazie anche all’ inquinamento atmosferico creato dagli allevamenti intensivi che hai ideato, ha messo in ginocchio le tue avanguardieristiche società e ti ha inesorabilmente ridimensionato. Eppure la vicenda Covid 19 ti ha ricordato un’altra emergenza, ben più grande, quella con cui dovrai fare i conti in un futuro non troppo lontano, l’emergenza dell’inquinamento ambientale alla quale paradossalmente proprio questo virus ha regalato un momento di respiro, una pausa, bloccando tutte le tue frenetiche e devastanti attività che hanno portato questo pianeta sull’ orlo del baratro. Le immagini satellitari in questi giorni ti mostrano una riduzione senza precedenti delle aree inquinate dovuta a questo forzato lock down e ci sono dati che rivelano riduzioni tra il 40 e il 50 % della concentrazione di diossido di azoto uno dei gas inquinanti più dannosi per la tua salute e lo smog sopra le grandi città nel nord est degli usa si è ridotto di circa il 30 % mentre l’inquinamento su molte capitali europee è drasticamente crollato. E poi nelle città i cavalli sfiniti per il traino delle carrozzelle ora possono finalmente stare in pace e riposare lontani dalle orde di turisti insensibili e privi di empatia. Ma, cosa straordinaria, gli animali  selvatici in ogni dove si sono riappropriati di territori che gli erano stati rubati da te e si sono avventurati in aree dalle quali prima restavano distanti. Rassicurati dall’assenza della tua presenza, sono miracolosamente ritornati i delfini nelle acque ora tranquille dei porti di molte città marittime e in quelle ora limpide dei canali di Venezia tua città capolavoro, dove la navigazione delle grandi navi e di tutte le imbarcazioni è momentaneamente interdetta. Molti sono i video che in questo periodo girano sui social o sui programmi di messaggistica che la tua tecnologia ha inventato e che riprendono cerbiatti, volpi, anatre, cinghiali e altri animali a spasso per le vie delle città, caprioli che corrono sulla spiaggia e si tuffano per fare un bagno nelle acque di quel mare che volevi solo per te ma che invece appartiene a tutti gli esseri viventi del mondo. E queste immagini ti fanno riflettere, sul fatto che il pianeta non è tuo, ma è di tutti coloro che lo abitano anche se tu, appartenente per antonomasia alla specie dominante ed egoista, ti sei appropriato di tutto recintando e delimitando, precludendo ad individui di altre specie la possibilità di bagnarsi nelle fresche acque di un fiume o di un lago, e mai come adesso quei cartelli che tu hai posto e che impongono il divieto di accesso ai cani sulle spiagge ti sono sembrati così inutili e futili. 

Si dice che non tutto il male viene per nuocere e infatti questa pandemia ti ha costretto all’immobilità e a metterti da parte per lasciare spazio agli altri abitanti del pianeta che hai sempre sfruttato a tuo favore.

Ma, al di la di questo piacevole aspetto, c’è n’è un altro invece tragico e drammatico da considerare, il virus ha causato involontariamente, quando ancora qualcuno pensava che gli animali da compagnia potessero trasmetterlo a te, essere intoccabile, la tragica fine di moltissimi di loro e così in questi mesi hai assistito impotente alle scene di paesi che lanciavano cani dai balconi di alti palazzi, o di gatti massacrati per strada, di animali lasciati morire di fame nelle gabbie quasi fosse loro la colpa di quanto stava accadendo. L’ignoranza, sommata alla tua paura atavica di morire è diventata un’arma pericolosa e le vittime sono stati ancora una volta loro, gli animali che fino a poco tempo prima consideravi membri della tua famiglia. In alcuni posti del mondo gli abbandoni si sono susseguiti, mentre tutte le attività erano sospese, il virus non è riuscito a fermare ad esempio i camion degli agnelli fermi alla dogana per giorni, costretti a patire fame e sete prima di arrivare ai macelli che hai creato, ed essere massacrati, e poi l’attività dei canili, altra tua piaga sociale, messa in difficoltà per l’impossibilità dei volontari di spostarsi liberamente sul territorio e poter dare in adozione gli animali e andare a nutrire quelli randagi. E poi gli animali abusati dei circhi lasciati senza cibo. Di fatto non sapremo mai quali e quante sono state le vittime del covid 19 tra gli altri animali, loro non sono importanti per te e non vengono menzionati nei tuoi telegiornali e non finiscono se non raramente, sulle testate dei tuoi giornali, e non rientrano quindi nel conteggio delle vittime del virus che ogni giorno viene diffuso dai tuoi media. Ancora una volta gli altri animali sono vittime silenti e dimenticate, totalmente assenti dai tuoi pensieri.

Se questo virus voleva darti una lezione ci è riuscito in pieno. Ora non rimane che una domanda che devi assolutamente porti: sarai in grado di utilizzare questa crisi per arrivare ad una presa di coscienza e renderti finalmente conto di quale sia l’ impatto del tuo assurdo stile di vita su questo pianeta? Avrai capito il valore della libertà che ti è stata improvvisamente tolta e che tu ogni giorno togli ad altri esseri viventi appropriandoti dei loro corpi e del loro desiderio di vita costringendoli a vivere in gabbia negli allevamenti? Saprai ripristinare l’atavico patto di fratellanza che ti unisce a loro? Saprai spezzare quelle catene che per troppo tempo hai usato per legare gli altri e nelle quali alla fine anche tu ti sei trovato avvinghiato? Sai bene che dopo la lotta contro il virus ti aspetta quella ambientale, ben più importante e difficile, che dovrai per forza affrontare, ma come, se non attraverso nuovi stili di vita e di sviluppo? Gli allevamenti di animali che tu hai definito “da carne” che sono la causa primaria dell’inquinamento atmosferico dovranno essere chiusi come pure i macelli e rimpiazzati da altri sistemi di produzione e da nuove merci che non comporteranno l’assassinio di nessuno. Dovrai ridurre consumi e sprechi e, se davvero vuoi salvarti, uomo, i tuoi piatti dovranno colorarsi di verde. Sarai capace di fare anche un passo indietro per lasciare spazio ad altri esseri viventi o li rimanderai nelle riserve nelle quali li avevi fino a ieri confinati? Sarai in grado di iniziare a prenderti davvero cura del pianeta sul quale vivi per cominciare a guarirlo dal virus mortale che tu stesso rappresenti per lui oppure quando l’emergenza covid 19 sarà finita ritornerai alla tua vita lasciandoti alle spalle questa triste parentesi che ti servirà forse solo come ricordo da raccontare ai tuoi figli e ai nipoti nelle fredde notti invernali che a breve ti aspetteranno?

La battaglia che ti attende è difficile ma non ancora impossibile da vincere. Dovrai cambiare te stesso, radicalmente, cambiare il tuo modo di guardare alle altre forme di vita, iniziare a considerare gli altri animali come esseri degni di rispetto e non più come cibo da allevare, crescere, uccidere. Dovrai imparare a camminare al loro fianco e non sopra di loro.

Riuscirai a fare tutto questo? Solo se ci riuscirai allora è probabile che arriverai anche a salvare te stesso, tutto ora è nelle TUE mani, a te la scelta, se vivere o morire.

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