Domenica 19 agosto un’altra calda giornata in questa estate 2018, partiamo alle ore 9 direzione malga Bordolona sopra il paese di Bresimo. La strada che porta al piccolo paese montano è immersa nel verde della natura, ai suoi lati boschi di pini fanno da corollario al nastro d’ asfalto che si inerpica tortuoso lungo la valle e su fino alla malga Bordolona bassa dove parcheggiamo la macchina per proseguire a piedi lungo una strada sterrata e poco ripida che piano piano arriva fino alla malga Bordolona alta. E man mano che si sale il paesaggio cambia e i pini lasciano il posto a cespugli, rododendri e fiori. E in malga conosciamo Luna, una timida e spaventata “canetta da pastore” che si intrattiene a giocare con il nostro Babis. Il gestore della malga ci dice che è tornata giù dalla montagna e non si è fermata lassù a fare il suo lavoro di cane pastore. La accarezzo a lungo e lei indugia sotto le mie mani dimostrando di gradire il mio interesse e penso che probabilmente nessuno li le presta le dovute attenzioni. Il gestore dice che ci vorrà circa un’ora e mezza per arrivare al passo Alplaner che si trova sul confine tra Trentino e Alto Adige a 2424 metri, sconsolati ma determinati dopo una breve sosta al bar della malga ci avviamo sul sentiero 133 che sale lungo il fianco della montagna e attraversa tutte la catena delle Maddalene. Non è il sentiero giusto, ma noi su suggerimento di un valligiano lo preferiamo a quello ufficiale che porta il numero 136 e infatti poi ci perdiamo. Ad un certo punto ci troviamo su per la montagna tra pendii e erte salite dove a farci compagnia sono solo le mucche e le marmotte e decidiamo di uscire dal sentiero per cercare di ricongiungerci al percorso che porta al passo e saliamo lungo il versante della montagna tra spuntoni di roccia, rododendri e cespugli che avviluppano le gambe e la vista spettacolare su pendii selvosi che arrivano giù fino alla valle sottostante dove si vede in lontananza la strada che abbiamo fatto qualche ora fa. Incontriamo mucche sdraiate che ci osservano curiose e sentiamo i fischi delle marmotte che al nostro passaggio si avvertono reciprocamente dell’incombente pericolo. Dopo diverse soste, incrociamo il sentiero 136 e lo imbocchiamo per continuare faticosamente fino al passo. Sono trascorse due ore e mezza e siamo stanchi. Una volta in cima il panorama è da mozzafiato. Da lassù possiamo ammirare in tutta la sua bellezza il lago Trenta e altri due laghetti che si vedono in lontananza e sentiamo i muggiti e i campanacci delle mucche al pascolo che echeggiano nella conca e ci sembra incredibile siano arrivate tanto in alto e viene spontaneo chiedersi dove andranno in caso di temporali visto che li non ci sono costruzioni di alcun tipo né alberi sotto cui ripararsi, ma qualcuno ci tranquillizza dicendo che in caso di forte temporale torneranno giù in malga.

Dal passo scendiamo fin giù sulla riva del lago a 2387 metri di altezza. Ci sediamo su una roccia per consumare il nostro pasto a base di panini vegan e banane mentre il nostro Babis fa il bagno nelle acque gelide del lago dove anche noi immergiamo i piedi per trarne un po’ di sollievo.

La sensazione che si prova stando li è indescrivibile e per saperlo bisogna solo andarci. Una mucca scesa fino al lago per bere, si avvicina a noi curiosa, sembra voler fare amicizia, ma quando ci avviciniamo a lei si ritrae spaventata. Nel lago una moltitudine di pesciolini si accalca attorno ai pezzi di pane che gettiamo loro ed è bello vederli affaccendarsi per accaparrarsi il boccone che gli spetta.

La catena di montagne della val d’Ultimo si staglia sullo sfondo della vallata e ci riempiamo gli occhi con questa meraviglia della natura. Il lago Trenta è uno di quei posti dove vorresti restare per sempre, un luogo che dà pace e serenità, dove problemi e pensieri non esistono più e senti di apprezzare la vita nella sua interezza per quello che in realtà vale, senza fronzoli ne orpelli inutili e falsi, una salita faticosa che viene ampiamente ripagata dal panorama che si presenta davanti agli occhi una volta arrivati a destinazione.

E dopo esserci saziati di questo incredibile spettacolo naturale ci si prepara per il ritorno, risaliamo la breve salita che dal lago porta al passo Alplaner e questa volta imbocchiamo il sentiero 136 che ci riporterà in malga dove Luna è rimasta ad attenderci.

 

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