Vogliamo dedicare questo blog a Juboraj, il leone prigioniero dello zoo di Comilla in Bangladesh, morto di stenti e di fame il 13 dicembre 2017, in uno posto così lontano dal nostro mondo e dai nostri occhi occidentali dove, rinchiuso e costretto a patire la fame, malato e sofferente, ha vissuto in  prigionia per ben 19 lunghissimi anni. Vogliamo dedicarlo a lui e a tutti gli animali che come lui ieri, ora, in questo preciso momento, domani, hanno sofferto, stanno soffrendo e soffriranno in ogni parte del pianeta, sotto casa o nei luoghi più dimenticati dalla civiltà, soli come solo gli animali possono esserlo, prigionieri, torturati, sfruttati, costretti alla fatica, allevati come cibo e poi mandati al macello, derubati della loro pelliccia e della loro dignità di esseri viventi, esposti come oggetti negli zoo e negli acquari di tutto il mondo, costretti ad esibirsi in numeri idioti nei circhi per il piacere dell’essere umano, o cacciati nei boschi che a loro appartengono. Vogliamo dedicarlo alle loro sofferenze con la certezza che un cambiamento è possibile, che arriverà un giorno in cui tutto questo sarà solo un brutto ricordo, un giorno in cui, liberi dalla cortina di fumo che ora ci appanna la vista e il cuore, riusciremo a guardare i nostri fratelli animali negli occhi, per la prima volta scoprendo la loro meravigliosa unicità, la loro incredibile sensibilità e in un istante comprenderemo che non ci sono differenze e, provando vergogna per come li avevamo sempre considerati fino a quel momento, capiremo finalmente il loro diritto alla vita, al rispetto e alla libertà.

 

 

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