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Ho provato una stretta al cuore ieri mattina Bella quando ho visto i tuoi occhi tristi guardarmi inquisitivi da dietro le sbarre del cancello del tuo giardino. Quando ci siamo salutate forse hai capito che non ci saremmo più riviste, che stavo andando via e che non sarei più passata a portarti i gustosi bocconcini. Ho visto nei tuoi occhi dolci la solitudine e la tristezza inconfondibile dei cani da giardino, che vivono dentro uno spazio ed escono raramente, forse mai, bisognosi di carezze e attenzioni che non ricevono. Certo, non conosco la tua storia, ho parlato con i tuoi compagni umani per sapere se almeno qualche volta ti portavano a passeggio, mi hanno detto che hai paura dell’acqua e che quando annaffiano il giardino tu scappi e che quando si tratta di fare il bagno devono tenerti in tre ma loro non sanno che questo succede alla maggioranza dei cani come te ma che tra fare un bagno nel mare o in un lago e farsi lavare c’è una differenza abissale. Mi hanno detto che ti porteranno fuori in autunno … ma sembrava più una bugia e i tuoi occhi raccontavano altro… Ti ho sentita abbaiare spesso in questi giorni Bella, a chiunque passava li davanti, come facevi con me all’inizio e in ogni tuo abbaio percepivo la sofferenza e lo stress per essere abbandonata a te stessa pur non essendo incatenata e nemmeno chiusa in un recinto. Ma la casa dei tuoi compagni umani ti era preclusa e già questo ti faceva capire che loro erano loro e tu eri tu. Avrei voluto portarti via con me oggi, Bella, e darti una nuova vita, avrei voluto accarezzarti a lungo sul dorso che mi porgevi quando infilavo la mano tra le sbarre del cancello o stringerti la zampa bianca che allungavi per avere un contatto, avrei voluto dirti che ci saremmo riviste ma non potevo mentire, siamo distanti e chissà se le nostre vite si incontreranno ancora. Sono contenta di averti regalato qualche momento di gioia e lo scodinzolio della tua coda quando mi vedevi lo confermava. Ho provato una stretta al cuore stamattina Bella, quando nel sistemare le valige ho trovato un pezzetto di quei bocconcini che ti davo di nascosto e che era rimasto involontariamente dimenticato nel taschino del mio marsupio e mi sono rammaricata di non avertelo dato e regalarti così ancora un momento di breve felicità. Mi manchi Bella, è stato così facile volerti bene nel breve tempo che abbiamo avuto, è così facile voler bene ai non umani, scusami se la mia assenza ti farà soffrire, so che aspetterai di vedermi passare ma poi giorno dopo giorno dimenticherai e forse troverai chi come me ti vorrà bene, chissà… e magari un giorno sentendo qualcuno pronunciare casualmente quel nome che ti ho dato ti girerai e ricorderai, ma ora non voglio pensarci, ora è troppo doloroso pensarti.

La sofferenza dei cani che vivono in giardino 1
La sofferenza dei cani che vivono in giardino 2
La sofferenza dei cani che vivono in giardino 3

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