Continuano le nostre escursioni domenicali negli splendidi luoghi del Trentino. Questa volta è il turno del lago alpino delle Malghette che si trova in val Meledrio, nel Parco Naturale Adamello-Brenta a 1890 metri di quota e ad un’ora e mezza di strada partendo da Campo Carlo Magno e salendo per un sentiero pietroso nel bosco. E mentre sali non puoi fare a meno di notare la bellezza del sottobosco, con i cespugli di bacche, i fiori che trovi lungo il percorso. Ma quando arrivi al rifugio la bellezza del luogo e del lago si scontrano con l’impatto delle decine di turisti che lo affollano e allora vorresti solo scappare via per trovare un posto isolato. Poi un piatto di polenta e funghi ti consola della faticosa salita e mentre stai per andartene scopri, in un angolo, una vasca spoglia e sporca che contiene delle carpe spaventate probabilmente prelevate dal lago per essere uccise e mangiate, che tentano invano di nascondersi allo sguardo dei bambini che si fermano davanti a guardare. E la tristezza che provi riesce a rendere brutto perfino il luogo bellissimo in cui sei e non puoi fare a meno di riflettere su questo nostro modo di considerare gli animali meri oggetti a disposizione dell’uomo, cose che puoi prendere, imprigionare, mettere in mostra, uccidere in tutta naturalezza e ancora una volta realizzi che fino a che non cambieremo questo modo di guardare agli altri esseri viventi, questo mondo non avrà possibilità di salvezza e resterà sempre lo schifo che è.
Poi quando scendi a valle un giro nella rinomata località di Madonna di Campiglio dove nella piazzetta principale un tizio con un san Bernardo che porta una botticella al collo, aspetta il cliente di turno che gli chiederà di scattare una foto per farsela pagare. Ancora una volta pensi che gli animali sono usati a scopo di lucro ma questa volta non si può parlare di maltrattamento, il cane è tenuto bene, all’ombra e pare coccolato anche se questo non cambia la realtà delle cose. E’ bello però constatare che, san Bernardo a parte, moltissimi ormai sono i cani che si trovano in giro a spasso con i loro compagni umani. Poi, dopo il bagnetto del nostro Babis nel laghetto in centro, una sosta al bar dove su un tavolino adiacente al tuo noti un vassoio pieno di salumi affettati che sotto il sole caldissimo di agosto si stanno squagliando, ordinato da una coppia di turisti e abbandonato chissà per quale motivo nel totale disprezzo delle vite che quel piatto è costato. E allora tristezza e rabbia si mescolano in te e, consapevole che tutto finirà nel bidone delle immondizie chiedi alla cameriera di darteli per offrirli almeno al tuo peloso e rendere così un minimo di giustizia agli animali morti.

 

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