“…all’inizio della Genesi è scritto che Dio creò l’uomo per affidargli il dominio sugli uccelli, i pesci e gli altri animali. Naturalmente la Genesi è stata redatta da un uomo, non da un cavallo. Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il dominio sulle altre creature. È invece più probabile che l’uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca o sul cavallo. Sì, il diritto di uccidere un cervo o una mucca è l’unica cosa sulla quale l’intera umanità sia fraternamente concorde, anche nel corso delle guerre più sanguinose.”

Questa frase dello scrittore cecoslovacco Milan Kundera tratta dal suo libro “L’insostenibile leggerezza dell’essere” esprime chiaramente lo status attuale degli altri animali (altri perché anche l’uomo fa parte del mondo animale) nel mondo e nelle società moderne e non.

La condizione animale nei nostri giorni è a dir poco drammatica e ciò è documentato ampiamente anche dalle foto e dai filmati che impazzano sui social e sul web in merito a questa spinosa questione.

Ma, i molti che si disperano e si scandalizzano per le immagini impressionanti di un video decisamente sconvolgente e violento pubblicato su FB che riprende un cane mentre viene selvaggiamente picchiato a morte da feccia umana in un paese straniero lontano dal nostro, deprecando addirittura coloro che condividono queste crude immagini, continuano imperterriti ostentando nel mentre la bandiera della pace sui loro balconi, a mettersi la bistecca nel piatto come se il cibo che mangiano non avesse nulla a che vedere con episodi simili.

E qui sta l’inganno di fondo. Perché non dobbiamo mai dimenticare che tutto è collegato. Già Alessandro Magno ben 2300 anni fa, diceva: “Dalla condotta di alcuni dipende il destino di tutti“, un concetto straordinariamente lungimirante per l’epoca che spazia disinvoltamente tra politica, fisica,  psicologia e filosofia. Un concetto ripreso ai giorni nostri e sintetizzato nel così detto ”effetto farfalla” per il quale si immagina che una singola azione possa determinare imprevedibilmente il futuro e che un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali dell’insetto (le nostre piccole azioni quotidiane) possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano, (i grandi eventi della vita) magari a migliaia di chilometri di distanza. Effetto farfalla significa che ogni scelta – seppur piccola ed insignificante – che facciamo nella nostra vita, può condizionarla fortemente ma non solo, può condizionare il mondo attorno a noi e se in questa ipotesi ci fosse un minimo di verità significherebbe allora che anche il nostro “destino” è in balia di un enorme diagramma di flusso, dove ogni piccola azione, nostra e di altre sette miliardi di persone, può contribuire a modificare radicalmente in positivo e in negativo, il futuro dell’intera umanità e di ogni essere vivente sul pianeta. Ad esempio l’atto di metterci un pezzo di carne nel carrello quando facciamo la spesa al supermercato è qualcosa che non riguarda solo noi ma che avrà riflessi negativi su tutto il pianeta. Con un atto apparentemente insignificante come questo noi avalliamo la crudeltà sugli animali e armiamo la mano dei loro aguzzini perché la violenza è violenza sempre comunque ovunque e in qualsiasi modo si manifesti e anche una bistecca ne è impregnata. Una violenza sottile, magari ingannata dall’abitudine delle papille gustative, quasi invisibile se non per chi si sofferma a riflettere perché è certo che la carne non nasce sugli alberi e dietro ad ogni fettina si cela un’ indicibile crudeltà, si celano vite offese e violate, ore e giorni di solitudine e il dolore degli animali negli allevamenti, la loro fame e sete durante i traporti da un luogo di tortura all’altro, il pianto di una madre privata del suo cucciolo, la paura di un cucciolo privato di sua madre per essere abusato torturato ucciso, si nasconde la disperazione di occhi vitrei che fissano il vuoto, di esistenze rubate al sole all’erba al diritto stesso alla vita, si nascondono le grida silenti del popolo dei senza voce che si erge alto al di sopra dell’ipocrisia della gente che non vuole sentire ma anzi sostiene e giustifica nei comportamenti e nelle azioni un sistema sbagliato che ha fatto del sopruso e della brutalità il suo modus vivendi.

Ma ognuno di noi può fare molto semplicemente cambiando il suo stile di vita, semplicemente scegliendo di non nutrirsi della sofferenza degli altri animali, semplicemente lasciando quella fettina di carne nel banco frigo e optando per altri prodotti etici che non implicano la morte di nessuno e saremo sorpresi di quanto fare questo ci risulterà facile e di come anche la nostra salute ne trarrà un grande beneficio.

 

 

 

 

 

 

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