Il rifugio Albasini si trova a quota 1860 metri sul monte Vigo in località Malghet aut ed è raggiungibile con la cabinovia che parte dalla località sciistica di Folgarida oppure a piedi percorrendo una strada asfaltata che abbandonando la strada che porta a Madonna di Campiglio, si inoltra nel bosco e arriva fino a malga Dimaro dove si lascia la macchina e si prende la forestale che si innesta nella tranquillità e nel silenzio del bosco per salire dolcemente fino al rifugio. Durante la facile salita puoi sentire i caprioli abbaiare e se sei abbastanza fortunato puoi anche vederli mentre magari attraversano correndo veloci come il vento la strada davanti a te così veloci che qualsiasi tentativo di fotografarli si rivela inutile e  non puoi fare altro se non guardarli sparire tra il fogliame della vegetazione del sottobosco da dove erano improvvisamente comparsi. Lungo il percorso fragole selvatiche, lamponi dal gusto unico e bacche sono una vera tentazione per il palato e se sei appassionato di funghi di certo non perderai l’occasione di trovarne diversi.

E’ una passeggiata calma nemmeno troppo faticosa che abbiamo deciso di fare quest’ultima domenica di agosto e che in circa 45 minuti ci ha portati al rifugio Albasini affacciato sulle Dolomiti di Brenta, punto di partenza e di arrivo di interessantissimi percorsi escursionistici e situato proprio a lato delle ampie piste da sci che d’estate sembrano grandi radure da dove si dipartono altri sentieri che portano ad altri rifugi, come il Rosalpina che è poco più su, o i rifugi Orso Bruno sul monte Vigo raggiungibile con circa un’altra ora di cammino o il Solander in località Prà del lago.

All’arrivo ci accoglie Graziella titolare insieme ai fratelli del rifugio, che conoscendo la nostra dieta rigorosamente vegan ci prepara un variopinto piatto di verdure grigliate e una polenta e funghi (dove non ha messo nemmeno il burro dice).

Mentre mangiamo dalle ampie finestre possiamo ammirare un panorama mozzafiato che il cielo minaccioso di oggi rende  quasi magico con le cime dei monti e i pini che fanno capolino tra le nuvole e sembrano spuntare dal nulla.

E dopo aver pranzato e visitato il rifugio con Graziella che ci fa da guida, ci si prepara per il ritorno. La pioggia ci coglie mentre siamo per strada, scendendo fitta ed improvvisa da un cielo che è scuro fin dal mattino e non basta affrettare il passo per evitare di arrivare alla posto dove abbiamo parcheggiato la macchina fradici come pulcini.

 

 

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